New York Times: Scandalo mozzarella alla diossina


March 26, 2008

Italy’s Trash Crisis Taints Reputation of a Prized Cheese

By IAN FISHER and DANIELE PINTO

ROME — Italians often minimize what afflicts them with this philosophy: Without the bad, no one would appreciate the good.

The question now on the table, almost literally, is whether their passion for food — and the money it makes — will finally force action against the lawlessness that is hurting the name of one of Italy’s most revered delicacies: mozzarella made with buffalo milk.

In the last few months, sales of buffalo mozzarella have dropped 40 percent, the product’s trade association says. The problem makes for a near-perfect morality play about Italy: For years, the nation’s paralyzed political class has done little to halt huge-scale illegal dumping of trash, some of it toxic, around Naples. That area happens to produce some of the best mozzarella.

A new trash crisis peaked yet again, and last week fears that food might be contaminated seemed confirmed when health officials announced elevated levels of the carcinogen dioxin in samples of buffalo mozzarella. Last weekend, South Korea banned imports of the cheese, and Italy began scrambling to avoid deep damage to one of its most emblematic products.

“It is a usual sad Italian story,” said Silvio Ursini, 46, who two years ago started Obiká, a restaurant here that specializes in quality buffalo mozzarella.

On Tuesday, Mr. Ursini, along with farmers, producers and government officials, went on an offensive to persuade more countries not to ban sales.

While the exact cause of the contamination has not yet been established, they said the producers with elevated levels of dioxin in their milk were few and that none belonged to the consortium that receives the Protected Designation of Origin quality seal from the European Union. The protected region, they noted, is big, and much of it is far from illegal trash.

“It really is a problem of criminals making a counterfeit product from God-knows-what,” said Mr. Ursini, who expects to open a branch in New York soon. “Mozzarella-wise, we’re in good shape. I just hope the whole thing doesn’t become a panic.”

Much is at stake: In a business that stretches back nearly to antiquity — invading barbarians are believed to have brought the first buffalo from Asia as early as the sixth century — some 30,000 tons of the high-quality protected cheese are produced each year, representing nearly half a billion dollars in sales.

While some buffalo mozzarella is exported to Europe and elsewhere, notably Russia and Japan, Italians eat most of it. They are now eating much less.

Alessandro Cervini, owner of Zazá, an organic takeout pizza place here, said he stopped serving buffalo mozzarella on pizza in January, even though he buys only from top-quality makers.

“Even if we have a certificate, people won’t eat it,” he said. Mozzarella does not have to be made with buffalo milk, and he now uses only cheese made from cows, the type melted on most pizza anyway.

To send a message of concern, Italian health officials are meeting Wednesday to discuss the scale of any contamination and how to end it. Harder to fix is the larger problem: for decades the Camorra, the Naples organized crime group, has made a profitable business illegally dumping trash, and no one has stopped it.

For now, there are two investigations running. One concerns the larger problem of crime and why Naples periodically floods over with its own refuse. The other focuses on complicity between shady mozzarella producers and local officials who reportedly knew about the contamination.

Still there is hope that this time something may be done, because the damaging is spreading.

“Now it is visible,” Mr. Cervini said of the effects of allowing organized crime to keep dumping. “It’s like when the Mafia dumps bodies but you don’t know why. Now you see it.”

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UFO: Hanno accertato l’autenticità di questi 2 videoI!! (O__O)

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NO ALLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

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Mi è arrivata per e-mail da una catena di Sant’Antonio

E’ stato fatto un recente studio da due scienziati modenesi in
Collaborazione con Beppe Grillo, in cui si dimostra che vi sono
Prodotti alimentari regolarmente venduti in Italia e nel mondo, che
Contengono particelle di metalli pesanti altamente cancerogene,
Provenienti dal fumo di ‘termovalorizzatori ‘, che altro non sono se
Non INCENERITORI DI RIFIUTI.

Come
testimonia Grillo nel suo ultimo spettacolo, queste Microparticelle
sono molto più pericolose delle macroparticelle dei gas di scarico
delle auto, (le quali si depositano nei polmoni e comportano Tosse e
asma) perchè entrano nel nostro sangue e si annidano negli Organi
rimanendovi per sempre e provocando purtoppo gravi forme di Cancro.

E’
necessario quindi che chiunque legga questa email, comunichi a Tutti I
suoi amici, parenti,conoscenti che ci sono delle aziende  che ci Stanno
avvelenando consapevolemente.

ECCO LE MARCHE E I PRODOTTI RISULTATI POSITIVI ALLE ANALISI SULLA PRESENZA DI METALLI PESANTI:

PANE PANEM

CORNETTO SANSON

BISCOTTO MARACHELLA SANSON

OMOGENEIZZATI PLASMON AL MANZO

OMOGENEIZZATI PLASMON AL PROSCIUTTO E VITELLO

CACAO IN POLVERE LINDT

TORTELLINI FINI

HAMBURGER MC DONALD

MOZZARELLA GRANAROLO

CHEWING GUM DAYGUM PROTEX PERFETTI

INTEGRATORI FORMULA 1 E 2 HERBALIFE

PANDORO MOTTA

SALATINI TINY ROLD (USA)

BISCOTTI OFFELLE BISTEFANI

BISCOTTI GALLETTI MULINO BIANCO BARILLA

BISCOTTI MACINE MULINO BIANCO BARILLA

BISCOTTI GRANETTI MULINO BIANCO BARILLA

NASTRINE MULINO BIANCO BARILLA

BAULETTO COOP PLUMCAKE

GIORLETTO BISCOTTI

BISCOTTI RINGO PAVESI

PANE CARASAU I GRANAI DI QUI SARDEGNA

PANE CIABATTA ESSELU NGA

PANE MORBIDO MULINO BIANCO BARILLA

PANEANGELI CAMEO

 
NESSUNA
DI QUESTE AZIENDE HA AVUTO LA DIGNITA’ DI RISPONDERE ALLE LETTERE CHE
HANNO INVIATO I DUE RICERCATORI , AI QUALI TRA L’ALTRO STANNO CERCANDO
DI SEQUESTRARE I MICROSCOPI DI PROPRIETA’  DELL’UNIVERSITA’.

FORSE MOLTI DI VOI GIA’ SAPEVANO TUTTO QUESTO, MA NON AVENDONE LA CERTEZZA HO VOLUTO INFORMARVI LO STESSO.

COMUNICATE QUESTE INFORMAZIONI A PIU’ PERSONE POSSIBILE.

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Acerra (Na) – Spacciati per fertilizzanti i fanghi di Porto Marghera!!!

 
Articoli da "Il Mattino"

Acerra (Na) – Spacciati per fertilizzanti i fanghi di Porto Marghera!!!

Global Project Napoli – Giovedì 26 gennaio 2006
Un incredibile storia di devastazione ambientale e’ venuta fuori da una inchiesta della Procura di Napoli che ha portato all’arresto di 13 persone tra cui diversi sottufficiali dei Carabinieri ed i gestori della ditta Pellini di Acerra. Dal Nord, ed in particolar modo dalla zona di Porto Marghera arrivavano ad Acerra fanghi tossici e rifiuti di ogni tipo , venivano stoccati e rivenduti come fertilizzanti dalla ditta Pellini che godeva della complicita’ dei Carabinieri di Acerra. Uno scandalo che la dice lunga sullo stato del governo del territorio a Sud. Acerra e’ famosa a tutti per le battaglie contro la costruzione del termovalorizzatore voluto da Bassolino & C., ma anche per essere tra i primi comuni in Campania – amministrato tra l’altro dal sindaco Marletta del PRC – ad aver dato in gestione ai privati l’acqua. Finisce sotto inchiesta anche la Regione Campania ed i vari filoni dell’inchiesta dei pm napoletani indagano anche sulle complicita’ da affari istituzionali ed affari camorristici in materia di smaltimento clandestino di rifiuti tossici. Una rassegna stampa a cura di Global Projec Napoli sulla vicenda :
Da "Il Mattino"

Nei campi i fanghi tossici del Nord: 14 arresti

di Giuseppe Crimaldi

Diossina, mercurio e amianto viaggiavano di notte, sui Tir che dal Veneto, dalla Toscana e dal Lazio attraversavano l’autostrada del Sole diretti a sud, verso una destinazione sicura. La corsa terminava ad Acerra, dove a smaltirli ci pensava un’impresa che aveva collaudato un sistema sicuro quanto spregiudicato: le sostanze tossiche finivano come fertilizzante agricolo, o abbandonati nelle campagne coltivate, spesso addirittura sversati nel sistema fognario dei Regi Lagni, prima di finire in mare. Si è andati avanti così. Per anni. Per anni un impianto di smaltimento di Acerra, il ”Gruppo Pellini”, ha garantito alle industrie che dovevano disfarsi dei più temibili veleni, sostanze altamente cancerogene, di trovare in Campania un terminale sicuro. È andata così, fino a ieri, quando è scattata l’operazione ”Ultimo atto”: un blitz che ha visto impegnati carabinieri, finanzieri e uomini della Direzione investigativa antimafia, coordinati dalla Procura di Napoli. Tredici persone sono state arrestate all’alba. Un quattordicesimo indagato è sfuggito alla cattura e viene ricercato. Tutti dovranno rispondere di accuse pesantissime: associazione per delinquere finalizzata al traffico di rifiuti e al disastro ambientale, falso in atti pubblici e false fatturazioni. L’indagine condotta dal pm Cristina Ribera è stata avviata nel 2002 e si è articolata in vari filoni investigativi, due dei quali avevano già prodotto sviluppi. Ma è con il blitz di ieri che si chiude il cerchio. I destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere sono: Salvatore Pellini, 43 anni, di Acerra, maresciallo dei carabinieri, già in servizio a Roma e indicato come il gestore di fatto di tutte le attività del gruppo imprenditoriale Pellini; Giovanni Pellini, 34 anni, di Acerra (fratello del sottufficiale), Salvatore Mirante, 47 anni (Roma); Bruno Felice Catanese, 63 (Castellammare), e Giuseppe Buttone 43 (Marcianise). Agli arresti domiciliari, invece, sono finiti Giuseppe Curcio, 45 anni (Napoli), ex comandante dei carabinieri ad Acerra, fino a due settimane fa in servizio a Frignano nel Casertano; Vincenzo Calce, 33 anni, (Pagani); Andrea De Chiara, 41 anni, (Acerra), Angelo Capaldo 44 anni, (Nocera Inferiore), 44; Francesco Della Porta, 43 (Nocera Inferiore); Mario De Maio, 32, (Pagani); Sigrifido Mangia, 39, (Roma); Giovanni Montano, 33, (Acerra). I carabinieri del Comando tutela ambiente hanno eseguito centodieci perquisizioni in tutta Italia e sequestrato otto impianti di trattamento e smaltimento di rifiuti pericolosi; sequestrati anche quattro milioni di euro, somma che, secondo l’accusa, i titolari della Pellini avrebbero preteso a titolo di rimborso dal Commissariato di governo per l’emergenza rifiuti. Nel corso di una conferenza stampa i magistrati hanno chiarito il ruolo dei due carabinieri indagati, sottolineando che il contesto investigativo si è sviluppato in un ambiente «caratterizzato da una ben ramificata rete di soggetti appartenenti a diversi rami della pubblica amministrazione, nonché di vari esponenti delle forze dell’ordine, che per anni hanno costituito un solido appoggio agli indagati nello svolgimento delle attività illecite». E quello stesso «contesto ambientale» avrebbe consentito «un solido appoggio agli indagati, che per lungo tempo hanno potuto agire indisturbati, al sicuro da qualsivoglia controllo sia amministrativo che penale, riuscendo anzi a sviare le indagini a loro carico, e a divenire veri leader e monopolisti nel settore della gestione dei rifiuti». Accuse pesanti. Salvatore Pellini, sostiene l’accusa, sarebbe stato il «gestore di fatto» di tutte le attività del gruppo imprenditoriale di Acerra; mentre il comandante della stazione dei carabinieri di Acerra, Giuseppe Curcio, sarebbe stato «tanto in stretto contatto con gli imprenditori Pellini da arrivare a falsificare un verbale di interrogatorio»: evitando, di fatto, indagini approfondite. Sono un centinaio gli iscritti nel registro degli indagati. Tra quei nomi ci sarebbero anche funzionari del Comune di Acerra e tecnici che – secondo l’accusa – hanno chiuso tutti e due gli occhi per non vedere quello che succedeva alla Pellini. Escluso invece tassativamente il coinvolgimento di amministratori locali e, comunque, di politici. Quel che è certo è che, nelle campagne di Acerra, nelle acque dei Regi Lagni e fino alle acque del golfo di Napoli, in questi anni sono finite tonnellate di veleni. Un giro di affari vorticoso premiava la spregiudicatezza degli imprenditori acerrani: il business è stato quantificato in 27 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti – grazie alle indagini del Nucleo di polizia tributaria del Comando provinciale della Guardia di Finanza – 750mila euro di evasione dalla ecotassa.



Da "Il Mattino"

Veleni e arresti un «ecodisastro» E oggi in tribunale il caso Montefibre

Di Enrico Ferrigno

Acerra. Tonnellate di rifiuti tossici, tra cui anche sostanze in grado di provocare tumori, sarebbero state sversate abusivamente non solo ad Acerra, ma anche Giugliano, Qualiano, Bacoli, Villaricca e Caivano fin dal lontano novembre 2002. Un vero e proprio disastro ecologico che secondo i giudici aveva come registi una serie di aziende di smaltimento che ruotavano intorno all’atttività delle molteplici ditte della famiglia Pellini. Amianto, scorie di fonderia, fanghi industriali, polclorobifenili contenuti negli olii esausti ed idrocarburi transitavano, secondo i magistrati napoletani, attraverso una serie di siti di stoccaggio privi delle necessarie attrezzature adatte a prevenire l’inquinamento dei terreni e delle falde idriche. In altri casi le sostanze tossiche sarebbero finite direttamente nei concimi organici prodotti dai Pellini utilizzati dagli agricoltori o addirittura, nel caso dei liquidi, nei Regi Lagni. Un traffico di veleni che è stato per anni al centro dell’inchiesta del pm Cristina Ribera e che ha provocato finora l’arresto di 14 persone di cui una ancora latitante (Cuono Pellini, che insieme ai fratelli Giovanni e Salvatore avrebbe gestito l’intera affaire) e di decine di indagati a piede libero. Ed è così che in seguito all’operazione «Ultimo atto», la Coldiretti ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario. Ad annunciarlo sono stati ieri mattina il presidente e il direttore generale della associazione dei contadini campani, Gennaro Masiello e Vito Amendolara. «Da tutta Italia illegalmente arrivano nelle nostre terre rifiuti pericolosissimi con danni economici e ambientali incalcolabili. Le vittime di questa politica scellerata sono i cittadini e le imprese agricole della Campania», spiegano Masiello ed Amendolara. Intanto al Comune di Acerra si sta valutando l’ipotesi di sospendere cautelativamente uno dei funzionari attualmente ancora in servizio. Pasquale Petrella, secondo la procura di Napoli, avrebbe favorito con varie documentazioni false, prive del numero di protocollo, la realizzazione in contrada Lenza Schiavone dell’impianto di smaltimento dei rifiuti dei Pellini nonostante i terreni fossero vincolati esclusivamente all’uso agricolo. Lo stesso reato è stato ipotizzato per l’ex dirigente del settore urbanistico del Comune Amodio Di Nardi che avrebbe certificato la destinazione industriale dell’area pur non possedendone i requisiti. E per stamani intanto è stata fissata dal gup Elia Taddeo l’udienza preliminare per le morti sospette alla Montefibre. Il pm di Nola Giuseppe Cimmarotta ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per sei direttori e due medici dello stabilimento di Acerra accusati di aver provocato attraverso l’esposizione all’amianto il decesso di 80 operai.

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Passatempo…

 

Fate questo gioco E’ troppo bello!!!
 
1) Scegli il mese in cui sei nato/a:
Gennaio >> ho preso a calci
Febbraio >> ho amato
Marzo >> ho fumato
Aprile >> ho baciato
Maggio >> ho strozzato
Giugno >> ho assassinato
Luglio >> ho ballato la Macarena con
Agosto >> ho pranzato con
Settembre >> ho ballato con
Ottobre >> ho cantato a
Novembre >> ho urlato a
Dicembre >> sono scappato/a da
 
2) Scegli il giorno (numero) in cui sei nato/a:
1 >> un pazzo
2 >> un mostro
3 >> un telefono
4 >> una forchetta
5 >> un Messicano
6 >> un gangster
7 >> il mio cellulare
8 >> il mio cane
9 >> il fidanzato della mia migliore amica
10 >> il mio vicino di casa
11 >> il/la mio/a prof di scienze
12 >> una banana
13 >> un gatto
14 >> un pelouche
15 >> una capra
16 >> un sottaceto
17 >> tua madre
18 >> un cucchiaio
19 >> me stesso/a
20 >> una mazza da baseball
21 >> un ninja
22 >> Chuck Norris
23 >> un coltello
24 >> uno scoiattolo
25 >> un calciatore
26 >> mia sorella
27 >> mio fratello
28 >> un iPod
29 >> un pennarello indelebile
30 >> un lama
31 >> uno sfollato
 
3) Scegli il colore della maglietta che indossi:
Bianco >> perchè vado forte così
Nero >> perchè è così che trascorro il tempo
Rosa >> perchè NON sono omosessuale
Rosso >> perchè me l’hanno detto le voci che sento
Blu >> perchè sono sexy e faccio quello che mi pare
Verde >> perchè mi odio
Viola >> perchè sono forte
Grigio >> perchè ero ubriaco/a
Giallo >> perchè qualcuno mi ha offerto 1,000,000 di €
Arancio >> perchè odio la mia famiglia
Marrone >> perchè ero fatto
Altro >> perchè sono un ninja
Nessuno >> perchè non so controllarmi
 
A me è venuto: Ho cantato a un pazzo perchè vado forte così..
 
A voi invece?

 

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Referendum di quest’anno

Referendum Elettorale

I REFERENDUM SULLA LEGGE ELETTORALE

Di Giovanni Guzzetta

1° Quesito

Module colore Verde

Premio di maggioranza alla lista più votata – Camera

2° Quesito

Modulo colore Bianco

Premio di maggioranza alla lista più votata – Senato

3° Quesito

Modulo colore Rosso

Abrogazione candidature multiple

Il 1° e il 2° quesito : premio di maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento

Le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Tale premio è attribuito su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato. Esso è attribuito alla “singola lista” o alla “coalizione di liste” che ottiene il maggior numero di voti.

Il fatto che sia consentito alle liste di coalizzarsi per ottenere il premio ha fatto sì che, alle ultime elezioni, si siano formate due grandi coalizioni composte di numerosi partiti al proprio interno. E la frammentazione è notevolmente aumentata.

Il 1° ed il 2° quesito (valevoli rispettivamente per la Camera dei Deputati e per il Senato) si propongono l’abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste.

In caso di esito positivo del referendum, la conseguenza è che il premio di maggioranza viene attribuito alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi.

Un secondo effetto del referendum è il seguente: abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere rappresentanza parlamentare, cioè, le liste debbono comunque raggiungere un consenso del 4 % alla Camera e 8 % al Senato.

In sintesi: la lista più votata ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio, le liste minori ottengono comunque una rappresentanza adeguata, purché superino lo sbarramento.

All’esito dell’abrogazione, resteranno comunque in vigore le norme vigenti relative all’indicazione del “capo della forza politica” (il candidato premier) ed al programma elettorale.

Gli effetti politico-istituzionali del 1° e del 2° quesito

Il sistema elettorale risultante dal referendum spingerà gli attuali soggetti politici a perseguire, sin dalla fase pre-elettorale, la costruzione di un unico raggruppamento, rendendo impraticabili soluzioni equivoche e incentivando la riaggregazione nel sistema partitico. Si potrà aprire, per l’Italia, una prospettiva tendenzialmente bipartitica. La frammentazione si ridurrà drasticamente. Non essendoci più le coalizioni scomparirà l’attuale schizofrenia tra identità collettiva della coalizione e identità dei singoli partiti nella coalizione. Con l’effetto che i partiti sono insieme il giorno delle elezioni e, dal giorno successivo, si combattono dentro la coalizione.

Sulla scheda apparirà un solo simbolo, un solo nome ed una sola lista per ciascuna aggregazione che si candidi ad ottenere il premio di maggioranza.

Le componenti politiche di ciascuna lista non potranno rivendicare un proprio diritto all’autonomia perché, di fronte agli elettori, si sono presentate come schieramento unico, una cosa sola. Nessuno potrà rivendicare la propria “quota” di consensi. E sarà molto difficile spiegare ai cittadini eventuali lacerazioni della maggioranza. Lo scioglimento del Parlamento una volta che è entrata in crisi una maggioranza votata compattamente dagli elettori potrebbe essere politicamente molto probabile.

L’eliminazione di composite e rissose coalizioni imporrà al sistema politico una sterzata esattamente opposta all’attuale. Piuttosto che l’inarrestabile frammentazione in liste e listine, minacce di scissioni e continue trattative tra i partiti, il nuovo sistema imporrà una notevole semplificazione, lasciando comunque un diritto di rappresentanza anche alle forze che non intendano correre per ottenere una maggioranza di Governo, purché abbiano un consenso significativo e superino la soglia di sbarramento.

Il 3° quesito: abrogazione delle candidature multiple e la cooptazione oligarchica della classe politica

Un terzo quesito referendario colpisce un altro aspetto di scandalo. Oggi la possibilità di candidature in più circoscrizioni (anche tutte!) dà un enorme potere al candidato eletto in più luoghi (il “plurieletto”). Questi, optando per uno dei vari seggi ottenuti, permette che i primi dei candidati “non eletti” della propria lista in quella circoscrizione gli subentrino nel seggio al quale rinunzia. Egli così, di fatto, dispone del destino degli altri candidati la cui elezione dipende dalla propria scelta. Se sceglie per sé il seggio “A” favorisce l’elezione del primo dei non eletti nella circoscrizione “B”; se sceglie il seggio “B” favorisce il primo dei non eletti nella circoscrizione “A”. Nell’attuale legislatura, questo fenomeno, di dimensioni veramente patologiche, coinvolge circa 1/3 dei parlamentari. In altri termini: 1/3 dei parlamentari sono scelti dopo le elezioni da chi già è stato eletto e diventano parlamentari per grazia ricevuta. Un esempio macroscopico di cooptazione!

E’ inevitabile che una tale disciplina induca inevitabilmente ad atteggiamenti di sudditanza e di disponibilità alla subordinazione dei cooptandi, atteggiamenti che danneggiano fortemente la dignità e la natura della funzione parlamentare. Inoltre i parlamentari subentranti (1/3, come si è detto) debbono la propria elezione non alle proprie capacità, ma alla fedeltà ad un notabile, che li premia scegliendoli per sostituirlo.

Con l’approvazione del 3° quesito la facoltà di candidature multiple verrà abrogata sia alla Camera che al Senato.

I Quesito – modulo colore verde:
Premio di maggioranza alla lista più votata – Camera

 

Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, titolato “Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei Deputati”, limitatamente alle seguenti parti:

art. 14-bis, comma 1: “I partiti o i gruppi politici organizzati possono effettuare il collegamento in una coalizione delle liste da essi rispettivamente presentate. Le dichiarazioni di collegamento debbono essere reciproche.”;
art. 14-bis, comma 2: “La dichiarazione di collegamento è effettuata contestualmente al deposito del contrassegno di cui all’articolo 14. Le dichiarazioni di collegamento hanno effetto per tutte le liste aventi lo stesso contrassegno.”;
art. 14-bis, comma 3, limitatamente alle parole: “I partiti o i gruppi politici organizzati tra loro collegati in coalizione che si candidano a governare depositano un unico programma elettorale nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da loro indicata come unico capo della coalizione.”;
art. 14-bis, comma 4, limitatamente alle parole “1, 2 e”;
art. 14-bis, comma 5, limitatamente alle parole: “dei collegamenti ammessi”;
art. 18-bis, comma 2, limitatamente alle parole: “Nessuna sottoscrizione è altresì richiesta per i partiti o gruppi politici che abbiano effettuato le dichiarazioni di collegamento ai sensi dell’art. 14-bis, comma 1, con almeno due partiti o gruppi politici di cui al primo periodo e abbiano conseguito almeno un seggio in occasione delle ultime elezioni per il Parlamento europeo, con contrassegno identico a quello depositato ai sensi dell’art. 14.”;
art. 24, numero 2), limitatamente alle parole: “alle coalizioni e”;
art. 24, numero 2), limitatamente alle parole: “non collegate”;
art. 24, numero 2), limitatamente alle parole: “, nonché per ciascuna coalizione, l’ordine dei contrassegni delle liste della coalizione”;
art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: “delle liste collegate appartenenti alla stessa coalizione”;
art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: “di seguito, in linea orizzontale, uno accanto all’altro, su un’unica riga”;
art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: “delle coalizioni e”;
art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: “non collegate”;
art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: “di ciascuna coalizione”;
art. 83, comma 1, numero 2): “2) determina poi la cifra elettorale nazionale di ciascuna coalizione di liste collegate, data dalla somma delle cifre elettorali nazionali di tutte le liste che compongono la coalizione stessa, nonché la cifra elettorale nazionale delle liste non collegate ed individua quindi la coalizione di liste o la lista non collegata che ha ottenuto il maggior numero di voti validi espressi;”;
art. 83, comma 1, numero 3), lettera a): “a) le coalizioni di liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti validi espressi e che contengano almeno una lista collegata che abbia conseguito sul piano nazionale almeno il 2 per cento dei voti validi espressi ovvero una lista collegata rappresentativa di minoranze linguistiche riconosciute, presentata esclusivamente in una delle circoscrizioni comprese in regioni il cui statuto speciale prevede una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbia conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella circoscrizione;”;
art. 83, comma 1, numero 3), lettera b), limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: “non collegate”;
art. 83, comma 1, numero 3), lettera b), limitatamente alle parole: “, nonché le liste delle coalizioni che non hanno superato la percentuale di cui alla lettera a) ma che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 4 per cento dei voti validi espressi ovvero che siano rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una delle circoscrizioni comprese in regioni il cui statuto speciale prevede una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella circoscrizione”;
art. 83, comma 1, numero 4), limitatamente alle parole: “le coalizioni di liste di cui al numero 3), lettera a), e”;
art. 83, comma 1, numero 4), limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: “coalizione di liste o”;
art. 83, comma 1, numero 4), limitatamente alle parole: “coalizioni di liste o”;
art. 83, comma 1, numero 5), limitatamente alle parole: “la coalizione di liste o”;
art. 83, comma l, numero 6): “6) individua quindi, nell’àmbito di ciascuna coalizione di liste collegate di cui al numero 3), lettera a), le liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 2 per cento dei voti validi espressi e le liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una delle circoscrizioni comprese in regioni il cui statuto speciale prevede una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella circoscrizione, nonché la lista che abbia ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale tra quelle che non hanno conseguito sul piano nazionale almeno il 2 per cento dei voti validi espressi;”;
art. 83, comma 1, numero 7): “7) qualora la verifica di cui al numero 5) abbia dato esito positivo, procede, per ciascuna coalizione di liste, al riparto dei seggi in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna lista di cui al numero 6). A tale fine, per ciascuna coalizione di liste, divide la somma delle cifre elettorali nazionali delle liste ammesse al riparto di cui al numero 6) per il numero di seggi già individuato ai sensi del numero 4). Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente così ottenuto. Divide poi la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista ammessa al riparto per tale quoziente. La parte intera del quoziente così ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato i maggiori resti e, in caso di parità di resti, alle liste che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale; a parità di quest’ultima si procede a sorteggio. A ciascuna lista di cui al numero 3), lettera b), sono attribuiti i seggi già determinati ai sensi del numero 4);”;
art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole: “varie coalizioni di liste o”;
art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole: “per ciascuna coalizione di liste, divide il totale delle cifre elettorali circoscrizionali di tutte le liste che la compongono per il quoziente elettorale nazionale di cui al numero 4), ottenendo così l’indice relativo ai seggi da attribuire nella circoscrizione alle liste della coalizione medesima. Analogamente,”;
art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: “coalizione di liste o”;
art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: “coalizioni di liste o”;
art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole: “coalizioni o”;
art. 83, comma 1, numero 9): “9) salvo quanto disposto dal comma 2, l’Ufficio procede quindi all’attribuzione nelle singole circoscrizioni dei seggi spettanti alle liste di ciascuna coalizione. A tale fine, determina il quoziente circoscrizionale di ciascuna coalizione di liste dividendo il totale delle cifre elettorali circoscrizionali delle liste di cui al numero 6) per il numero di seggi assegnati alla coalizione nella circoscrizione ai sensi del numero 8). Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide quindi la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista della coalizione per tale quoziente circoscrizionale. La parte intera del quoziente così ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono assegnati alle liste seguendo la graduatoria decrescente delle parti decimali dei quozienti così ottenuti; in caso di parità, sono attribuiti alle liste con la maggiore cifra elettorale circoscrizionale; a parità di quest’ultima, si procede a sorteggio. Successivamente l’Ufficio accerta se il numero dei seggi assegnati in tutte le circoscrizioni a ciascuna lista corrisponda al numero dei seggi ad essa attribuito ai sensi del numero 7). In caso negativo, procede alle seguenti operazioni, iniziando dalla lista che abbia il maggior numero di seggi eccedenti, e, in caso di parità di seggi eccedenti da parte di più liste, da quella che abbia ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale, proseguendo poi con le altre liste, in ordine decrescente di seggi eccedenti: sottrae i seggi eccedenti alla lista in quelle circoscrizioni nelle quali essa li ha ottenuti con le parti decimali dei quozienti, secondo il loro ordine crescente e nelle quali inoltre le liste, che non abbiano ottenuto il numero di seggi spettanti, abbiano parti decimali dei quozienti non utilizzate. Conseguentemente, assegna i seggi a tali liste. Qualora nella medesima circoscrizione due o più liste abbiano le parti decimali dei quozienti non utilizzate, il seggio è attribuito alla lista con la più alta parte decimale del quoziente non utilizzata. Nel caso in cui non sia possibile fare riferimento alla medesima circoscrizione ai fini del completamento delle operazioni precedenti, fino a concorrenza dei seggi ancora da cedere, alla lista eccedentaria vengono sottratti i seggi in quelle circoscrizioni nelle quali li ha ottenuti con le minori parti decimali del quoziente di attribuzione e alle liste deficitarie sono conseguentemente attribuiti seggi in quelle altre circoscrizioni nelle quali abbiano le maggiori parti decimali del quoziente di attribuzione non utilizzate.”;
art. 83, comma 2, limitatamente alle parole: “la coalizione di liste o”;
art. 83, comma 2, limitatamente alle parole: “coalizione di liste o”;
art. 83, comma 2, limitatamente alle parole: “di tutte le liste della coalizione o”;
art. 83, comma 3, limitatamente alle parole: “coalizioni di liste e”;
art. 83, comma 3, limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: “coalizione di liste o”;
art. 83, comma 3, limitatamente alle parole: “coalizioni di liste o”;
art. 83, comma 4: “L’Ufficio procede poi, per ciascuna coalizione di liste, al riparto dei seggi ad essa spettanti tra le relative liste ammesse al riparto. A tale fine procede ai sensi del comma 1, numero 7), periodi secondo, terzo, quarto, quinto, sesto e settimo.”;
art. 83, comma 5, limitatamente alle parole: “numero 6),”;
art. 83, comma 5, limitatamente alle parole: “e 9)”;
art. 83, comma 5, limitatamente alle parole: “coalizione di liste o”;
art. 83, comma 5, limitatamente alle parole: “coalizioni di liste o”;
art. 84, comma 3: “Qualora al termine delle operazioni di cui al comma 2, residuino ancora seggi da assegnare alla lista in una circoscrizione, questi sono attribuiti, nell’àmbito della circoscrizione originaria, alla lista facente parte della medesima coalizione della lista deficitaria che abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata, procedendo secondo un ordine decrescente. Qualora al termine di detta operazione residuino ancora seggi da assegnare alla lista, questi sono attribuiti, nelle altre circoscrizioni, alla lista facente parte della medesima coalizione della lista deficitaria che abbia la maggiore parte decimale del quoziente già utilizzata, procedendo secondo un ordine decrescente.”;
art. 84, comma 4, limitatamente alle parole: “e 3”;
art. 86, comma 2, limitatamente alle parole: “, 3”?».

II Quesito – modulo colore bianco:
Premio di maggioranza alla lista più votata – Senato

 

Volete voi che sia abrogato il Decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, titolato “Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica”, limitatamente alle seguenti parti:

art. 1, comma 2, limitatamente alle parole: "di coalizione";
art. 9, comma 3, limitatamente alle parole: "Nessuna sottoscrizione è altresì richiesta per i partiti o gruppi politici che abbiano effettuato le dichiarazioni di collegamento ai sensi dell’art. 14-bis, comma 1, del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, con almeno due partiti o gruppi politici di cui al primo periodo del presente comma e abbiano conseguito almeno un seggio in occasione delle ultime elezioni per il Parlamento europeo, con contrassegno identico a quello depositato ai sensi dell’art. 14 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957.";
art. 11, comma 1, lettera a), limitatamente alle parole: "alle coalizioni e";
art. 11, comma 1, lettera a), limitatamente alle parole: "non collegate";
art. 11, comma 1, lettera a), limitatamente alle parole: ", nonché, per ciascuna coalizione, l’ordine dei contrassegni delle liste della coalizione";
art. 11, comma 3, limitatamente alle parole: "delle liste collegate appartenenti alla stessa coalizione";
art. 11, comma 3, limitatamente alle parole: "di seguito, in linea orizzontale, uno accanto all’altro, su un’unica riga";
art. 11, comma 3, limitatamente alle parole: "delle coalizioni e";
art. 11, comma 3, limitatamente alle parole: "non collegate";
art. 11, comma 3, limitatamente alle parole: "di ciascuna coalizione";
art. 16, comma 1, lettera a), limitatamente alle parole: ". Determina inoltre la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna coalizione di liste, data dalla somma delle cifre elettorali circoscrizionali di tutte le liste che la compongono";
art. 16, comma 1, lettera b), numero 1): “1) le coalizioni di liste che abbiano conseguito sul piano regionale almeno il 20 per cento dei voti validi espressi e che contengano almeno una lista collegata che abbia conseguito sul piano regionale almeno il 3 per cento dei voti validi espressi;”;
art. 16, comma 1, lettera b), numero 2), limitatamente alle parole: "non collegate";
art. 16, comma 1, lettera b), numero 2), limitatamente alle parole: "nonché le liste che, pur appartenendo a coalizioni che non hanno superato la percentuale di cui al numero 1), abbiano conseguito sul piano regionale almeno l’8 per cento dei voti validi espressi";
art. 17, comma 1, limitatamente alle parole: "le coalizioni di liste e";
art. 17, comma 1, limitatamente alle parole: "coalizioni di liste o";
art. 17, comma 1, limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: "coalizione di liste o";
art. 17, comma 2, limitatamente alle parole: "la coalizione di liste o";
art. 17, comma 3: “Nel caso in cui la verifica di cui al comma 2 abbia dato esito positivo, l’ufficio elettorale regionale individua, nell’àmbito di ciascuna coalizione di liste collegate di cui all’articolo 16, comma 1, lettera b), numero 1), le liste che abbiano conseguito sul piano circoscrizionale almeno il 3 per cento dei voti validi espressi. Procede quindi, per ciascuna coalizione di liste, al riparto, tra le liste ammesse, dei seggi determinati ai sensi del comma 1. A tale fine, per ciascuna coalizione di liste, divide la somma delle cifre elettorali circoscrizionali delle liste ammesse al riparto per il numero di seggi già individuato ai sensi del comma 1, ottenendo così il relativo quoziente elettorale di coalizione. Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide poi la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista ammessa al riparto per il quoziente elettorale di coalizione. La parte intera del quoziente così ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato i maggiori resti e, in caso di parità di resti, alle liste che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale circoscrizionale; a parità di quest’ultima si procede a sorteggio. A ciascuna lista di cui all’articolo 16, comma 1, lettera b), numero 2), sono attribuiti i seggi già determinati ai sensi del comma 1.”;
art. 17, comma 4, limitatamente alle parole: "alla coalizione di liste o";
art. 17, comma 5, limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: "coalizioni di liste o";
art. 17, comma 5, limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: "coalizione di liste o";
art. 17, comma 5, limitatamente alle parole: "alle coalizioni di liste e";
art. 17, comma 6: “Per ciascuna coalizione l’ufficio procede al riparto dei seggi ad essa spettanti ai sensi dei commi 4 e 5. A tale fine, per ciascuna coalizione di liste, divide il totale delle cifre elettorali circoscrizionali delle liste ammesse al riparto ai sensi dell’articolo 16, comma 1, lettera b), numero 1), per il numero dei seggi ad essa spettanti. Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente così ottenuto. Divide poi la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista per quest’ultimo quoziente. La parte intera del risultato così ottenuto rappresenta il numero dei seggi da attribuire a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alla lista per la quale queste ultime divisioni abbiano dato i maggiori resti e, in caso di parità di resti, a quelle che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale circoscrizionale.”;
art. 17, comma 8: “Qualora una lista abbia esaurito il numero dei candidati presentati nella circoscrizione regionale e non sia quindi possibile attribuire tutti i seggi ad essa spettanti, l’ufficio elettorale regionale assegna i seggi alla lista facente parte della medesima coalizione della lista deficitaria che abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata, procedendo secondo un ordine decrescente. Qualora due o più liste abbiano una uguale parte decimale del quoziente, si procede mediante sorteggio.”;
art. 17-bis, limitatamente alle parole: “e 6”;
art. 19, comma 2: “Qualora la lista abbia esaurito il numero dei candidati presentati in una circoscrizione e non sia quindi possibile attribuirle il seggio rimasto vacante, questo è attribuito, nell’àmbito della stessa circoscrizione, ai sensi dell’articolo 17, comma 8.”?».

III Quesito – modulo colore rosso:
Abrogazione candidature multiple

 

Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, titolato “Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei Deputati”, limitatamente alle seguenti parti:

art. 19, limitatamente alle parole: “nella stessa”,

art. 85?

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